mercoledì 2 marzo 2011

Cosa sarebbe successo se l'arbitro Morganti avesse convalidato quel gol a tempo scaduto? La domanda tormenta Andrea Caracciolo dal fischio finale di Brescia-Lecce. La delusione per l'impresa mancata è cocente e l'amarezza non se ne va con il passare delle ore. L'Airone si sente scippato di una doppietta decisiva e fatica a digerire una svista che può determinare una stagione. «Difficile accettare quello che ci è capitato», scuote la testa il capitano del Brescia, premiato ieri sera all'hotel Enterprise di Milano in occasione della presentazione del torneo giovanile benefico «Amici dei bambini», insieme, fra gli altri, al portied della Juventus e della Nazionale Buffon, gli argentini dell'Inter Zanetti e Cambiasso. Campioni-simbolo di grandi squadre. «Il problema del Brescia - dice Caracciolo - è che siamo considerati piccoli e per questo evidentemente non ci danno peso. Siamo talmente piccoli che gli arbitri, nell'indecisione, ci danno contro». Caracciolo, domenica una vittoria rubata? La vittoria non ci stava: c'è stata, sul campo! Noi il Lecce l'abbiamo battuto, pur con tutti i nostri limiti. Abbiamo segnato il 3-2, abbiamo vinto, ma il successo ci è stato tolto e così i 3 punti. Non ce li hanno dati.
Decisivo l'arbitraggio contro il Lecce? Normale sentirsi come se ci avessero tolto qualcosa. Dopo il gol del 3-2 ho esultato a lungo perché ero sicuro, convinto che il gol fosse valido. Non avevo dubbi e la sensazione provata in tempo reale era corretta. Il fuorigioco non c'era, c'era un tocco avversario, un contatto da rigore... Niente che prevedesse un nostro fallo in attacco. E invece! La direzione di Morganti, diciamo, non ci ha favorito. Per dire: quando Diamanti ha subito un fallo da ammonizione, sono andato dall'arbitro invocando il cartellino. Mi ha risposto che non ammoniva perché l'avevo chiesto io e gli altri giocatori mi avevano sentito. Ma dico, siamo professionisti! Se c'è un fallo da ammonizione è un fallo da ammonizione, punto e basta. Pesano tanto anche gli errori commessi. Vero. Sul 2-0 non possiamo farci riagguantare. Abbiamo commesso leggerezze assolutamente da evitare. Ma alla fine il Lecce l'abbiamo battuto. Peccato che il punteggio reciti 2-2. Pagate ancora le polemiche per la sfida vinta contro la Roma all'andata? Se le cose stanno così, ci facciano retrocedere subito e la chiudiamo qui. Assurdo scontare un singolo episodio arbitrale girato a favore. O vogliamo dimenticare Calciopoli e l'ingiustizia subita nel 2005? Il Brescia non deve dire grazie a nessuno, se è riuscito a tornare in A dopo tanta fatica. Non siamo certo in debito.
Pessimista, a questo punto? No. Non dobbiamo mollare. Dopo la partita con il Lecce, negli spogliatoi, eravamo più incazzati di prima. Abbiamo dimostrato in questo campionato di poterne vincere parecchie, di partite. Se ce le lasciano vincere. Vorrà dire che ci sarà più gusto a festeggiare la salvezza, a fine stagione. Serve un'impresa in trasferta, possibilmente già a Napoli. Ci proveremo, come sempre. E non partiamo battuti. Adesso che è tornato il vero Caracciolo... Non so se sono al 70 o al 100 per cento, ma di sicuro sto meglio. Non mi ero allenato per due mesi, ero giù di tono. Ora sono in gruppo con i compagni e questo aiuta parecchio. Devo trasformare il lavoro fatto, ma sono in crescita. Prima mi sentivo vuoto, adesso mi sento pieno. E sono carico più che mai.

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