Luigi Ferrajolo, prestigiosa firma del Corriere dello Sport e presidente nazionale dell’USSI, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Amore… Azzurro”, programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:
“Il Napoli? Stiamo assistendo ad un campionato senza padroni. Forse, è lecito attendersi un ritorno dell’Inter. Detto questo, il Napoli credo abbia fatto già tanto. Il gioco proposto dalle squadre di Mazzarri è molto bello, ma anche molto dispendioso. Non credo che il club partenopeo abbia un organico dotato di alternative molto ricche. Se viene a mancare uno dei 4-5 uomini cardine, la squadra ne potrebbe risentire.
Non credo che gli azzurri possono lottare per lo scudetto, ma sicuramente possono arrivare tra le prime quattro. Il Napoli ha le caratteristiche per rendere meglio in trasferta, anche se mi ha un po’ deluso nel match con la Lazio. Probabilmente, il vero Napoli non era quello. Sicuramente, gli azzurri hanno molte possibilità di vincere a Bari.
Il Bari? Quest’anno la formazione di Ventura mi ha un po’ deluso. L’anno scorso il Bari ha praticato il calcio più innovativo, bello ed intelligente di tutto il campionato. Forse, ha pagato anche la duplice cessione di Ranocchia e Bonucci.
Caso Totti? Il capitano della Roma sta vivendo il problema che hanno tutti i grandi campioni, quando vanno incontro ad un inevitabile declino. Basti pensare che, ad esempio, anche a Del Piero e Maldini è successa la stessa cosa. Non credo che questa situazione generi dei malumori nello spogliatoio, ma sicuramente Totti nella Roma non è più decisivo e determinate, come lo è stato per 10-15 anni. Prima il gioco dei giallorossi passava sempre tra i suoi piedi, ora non dico che viene emarginato, ma certo da campione indispensabile è diventato uno dei tanti.
Il rapporto problematico tra Zarate e Reja? A Roma, si mormora che il tecnico friulano con l’attaccante argentino stia avendo gli stessi problemi che ebbe a Napoli con Lavezzi. Mi sembra di capire che Reja non apprezzi molto i giocatori individualisti.
E’ legittimo ottenere un calcio corale, ma è anche vero che l’argentino è il giocatore di maggior talento dei biancocelesti. E’ giusto che Reja cerchi di far capire a Zarate che il calcio si gioca in undici, ma mettere sul banco degli accusati l’attaccante, al termine del derby, non mi è sembrata un’uscita molto felice”.
“Il Napoli? Stiamo assistendo ad un campionato senza padroni. Forse, è lecito attendersi un ritorno dell’Inter. Detto questo, il Napoli credo abbia fatto già tanto. Il gioco proposto dalle squadre di Mazzarri è molto bello, ma anche molto dispendioso. Non credo che il club partenopeo abbia un organico dotato di alternative molto ricche. Se viene a mancare uno dei 4-5 uomini cardine, la squadra ne potrebbe risentire.
Non credo che gli azzurri possono lottare per lo scudetto, ma sicuramente possono arrivare tra le prime quattro. Il Napoli ha le caratteristiche per rendere meglio in trasferta, anche se mi ha un po’ deluso nel match con la Lazio. Probabilmente, il vero Napoli non era quello. Sicuramente, gli azzurri hanno molte possibilità di vincere a Bari.
Il Bari? Quest’anno la formazione di Ventura mi ha un po’ deluso. L’anno scorso il Bari ha praticato il calcio più innovativo, bello ed intelligente di tutto il campionato. Forse, ha pagato anche la duplice cessione di Ranocchia e Bonucci.
Caso Totti? Il capitano della Roma sta vivendo il problema che hanno tutti i grandi campioni, quando vanno incontro ad un inevitabile declino. Basti pensare che, ad esempio, anche a Del Piero e Maldini è successa la stessa cosa. Non credo che questa situazione generi dei malumori nello spogliatoio, ma sicuramente Totti nella Roma non è più decisivo e determinate, come lo è stato per 10-15 anni. Prima il gioco dei giallorossi passava sempre tra i suoi piedi, ora non dico che viene emarginato, ma certo da campione indispensabile è diventato uno dei tanti.
Il rapporto problematico tra Zarate e Reja? A Roma, si mormora che il tecnico friulano con l’attaccante argentino stia avendo gli stessi problemi che ebbe a Napoli con Lavezzi. Mi sembra di capire che Reja non apprezzi molto i giocatori individualisti.
E’ legittimo ottenere un calcio corale, ma è anche vero che l’argentino è il giocatore di maggior talento dei biancocelesti. E’ giusto che Reja cerchi di far capire a Zarate che il calcio si gioca in undici, ma mettere sul banco degli accusati l’attaccante, al termine del derby, non mi è sembrata un’uscita molto felice”.
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